La Lunga Vita della Lana Riciclata

Sapevate che una delle industrie più inquinanti al mondo è quella della moda?

Producendo il 10% dell’inquinamento globale, l’industria della moda è seconda solo a quella del petrolio.

La proliferazione del mercato low cost ha ulteriormente radicalizzato un problema già preesistente e che ormai non è più possibile ignorare. La produzione di capi “usa e getta” porta ad accumulare abiti che poi finiscono in discarica ad una velocità insostenibile. Differentemente da altre tematiche green più comuni, la maggioranza dei consumatori non conosce l’entità del danno che le case produttrici di abbigliamenti provocano sull’ambiente, alimentando così il consumo e favorendo l’accelerazione di un sistema che è ormai allo stremo.

Si è soliti pensare ai capi riciclati come a qualcosa di tendenzialmente sciatto e freak ma non è così. Oggi stanno nascendo molte realtà che propongono filati riciclati di alta qualità per una moda green, a impatto minimo e di ottima fattura.

Lana riciclata

La lana è una fibra regale. Robusta, resistente, di lunga vita. Composta di cheratina è totalmente biodegradabile e priva di quelle fibre sintetiche che una volta smaltite producono microplastiche dannose per gli oceani.

Riciclando la lana si evita che gli scarti e gli abiti dismessi finiscano in discarica ed aumentino così le emissioni di CO2. Grazie al riciclo, anche l’uso di sostanze chimiche e la produzione di rifiuti vengono notevolmente ridotti.

Utilizzare lana riciclata al posto della lana vergine porta alla radicale diminuzione dello sfruttamento di pecore e pascoli con conseguente abbassamento dei livelli di metano dannoso per l’aria, prodotto dalle pecore stesse.

Il riciclo della lana favorisce la netta diminuzione di uso di prodotti chimici, coloranti ed energia elettrica rispetto a ciò che richiede il processo di produzione di filati e abiti di lana vergine.

Riciclare la lana vuol dire ridurre l’impatto che la produzione di abbigliamento ha sul pianeta.

Come si rigenera la lana?

Il processo di rigenerazione della lana è soprattutto meccanico e parte dalla raccolta dei tessuti avanzati e degli abiti non utilizzati. Gli abiti vengono privati di etichette, bottoni e cerniere e sfilacciati fino ad ottenere fibre sempre più sottili e di qualità, pronte per essere riutilizzate dando vita a nuove creazioni. Le fibre ricavate da lana riciclata sono più corte ma egualmente resistenti.

Oggigiorno, soprattutto a Prato, città capostipite del processo di rigenerazione della lana (e di altri tessuti) in Italia, esistono diverse aziende che hanno convertito la loro produzione tessile in riciclo.

La consapevolezza di un consumo green nell’abbigliamento è forse più lenta a concretizzarsi ma, seppur lentamente, si sta ampliando la cerchia di persone che scelgono una moda ad impatto minimo. Molti negozi di abbigliamento ormai propongono capi di lana riciclata che hanno la stessa alta qualità e stile di quelli in lana vergine.

Perché comprare capi fatti di lana riciclata?

  • riduce la presenza di scarti in discarica e quindi dell’inquinamento
  • riduce la necessità di pascoli allargati e la presenza di troppe pecore che producono metano
  • riduce esponenzialmente l’utilizzo di acqua per la lavorazione dei tessuti
  • riduce l’utilizzo di agenti chimici per la colorazione e lo smaltimento
  • riduce il consumo di energia elettrica per l’utilizzo di macchinari
  • la lana riciclata ha un’ottima durata e qualità, esattamente come la lana vergine