Alpaca – “la Lana degli Dei”

Morbida, lucente, leggera e pregiata, è la lana di alpaca.

Questa fibra naturale sempre più diffusa e utilizzata per la creazione di splendidi capi, proviene dal sud America dove in antichità veniva chiamata “lana degli Dei” ed era indossata esclusivamente dall’imperatore e dalla sua famiglia. Oggi il filato di alpaca viene spesso paragonato al cashmere per le sue caratteristiche pregiate.

I simpatici alpaca

Originario del Perù, l’alpaca è un animale docile dall’espressione simpatica e curiosa. Le popolazioni autoctone convivono da secoli con questo animale che è perfettamente integrato nella cultura e nella realtà quotidiana dei popoli andini. Pare siano stati gli Inca ad addomesticare gli alpaca, nella convinzione che fossero un dono degli Dei per rendere migliore la loro vita. Ad oggi gli alpaca, che amando i climi freddi delle Ande vivono soprattutto nella zona nord del paese, sono allevati per la loro preziosa lana, parte integrante dell’economia locale.

Esistono due tipi di lama: gli Hucaya dal manto fitto a ciocche e i Suri dal manto caratterizzato da pelo lungo, a volte fino a terra. La tosatura degli alpaca avviene una volta all’anno tra novembre e marzo (i mesi caldi nell’emisfero sud).

Caratteristiche della lana

Una caratteristica che rende la lana d’alpaca così speciale è la totale mancanza di lanolina, il grasso secreto dalle pecore, che ad alcune persone crea intolleranza e fastidio alla pelle. La mancanza di lanolina rende il filato totalmente anallergico e adatto anche ai bambini. Gli alpaca infatti non hanno un manto comune ma dei veri e propri capelli, privi del grasso allergizzante presente invece nella lana di pecora. Inoltre, la lana d’alpaca non trattiene la polvere, ed è perfetta per chi soffre di fastidiose allergie.

La lana d’alpaca è tre volte più resistente della lana di pecora e molto più calda rispetto agli altri filati. Lucentezza, morbidezza e resistenza sono caratteristiche della lana che si accentuano in base all’età dell’animale. Gli alpaca Cria ovvero gli animali giovani (baby alpaca), sono in grado di produrre lana più fine e delicata, qualitativamente superiore rispetto a quella del lama adulto. Si tende inoltre a prediligere la lana delle femmine sempre per le stesse caratteristiche qualitative.

In natura il manto dell’alpaca ha diverse tonalità, per questo è stata stilata una vera e propria scala cromatica composta da 22 colori naturali che va dal bianco (il più ricercato sul mercato perché può essere tinto maggiormente) al beige, dal grigio al nero.

Usi e cura della lana d’alpaca

La lana d’alpaca è versatile. Si può utilizzare per creare maglie, sciarpe, maglioni, guanti, calze e altri capi che se curati nel modo corretto potranno durare per anni senza perdere la loro bellezza e morbidezza.
I filati ricavati dalla tosatura dei baby lama sono molto fini e delicati. Durante la filatura tendono ad aprirsi e per questo motivo, in commercio, si possono trovare preparazioni di lana d’alpaca e seta, cotone poliestere o altre fibre, che rendono il filato più resistente. Il mix con altre fibre non altera la qualità della lana d’alpaca che resta morbida e lucente.

Per mantenere i capi splendenti nel tempo è consigliato l’utilizzo di saponi delicati e il lavaggio a mano, evitando strofinamenti e azioni forti che potrebbero danneggiare le fibre.